Quanto costa un sito lento in richieste e come calcolarlo sui dati della Sua azienda

Un sito lento perde richieste prima del modulo. Come stimare il costo con i dati di Analytics della Sua azienda e dove cercare la lentezza.

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Revylio

Quanto costa un sito lento in richieste: la risposta breve

Quanto costa un sito lento in richieste si calcola sui dati della Sua azienda, non su una media di settore. Il costo è la quota di visitatori che abbandona le pagine verso il modulo di contatto perché attende troppo. Questa quota va moltiplicata per il valore che una richiesta ha per Lei.

Il costo di un sito lento in richieste è quindi il numero di contatti persi in un periodo, tradotto in clienti e fatturato mancati. La velocità del sito, nella definizione usata da Semrush, riflette il tempo di caricamento delle pagine in risposta alle richieste del web. Quando questo tempo cresce, una parte dei visitatori se ne va prima di vedere il modulo.

La guida affronta tre punti. Il primo è come leggere i dati che l'azienda già possiede in Analytics. Il secondo è come misurare la velocità delle pagine che contano. Il terzo è dove cercare la lentezza. Troverà anche una tabella di controllo e un esempio di calcolo da ripetere con i Suoi numeri.

Tempo di caricamento e abbandono: cosa dicono i dati pubblicati

I dati pubblicati indicano che l'attesa fa perdere visitatori già nei primi secondi. L'articolo di Semrush sui danni dei siti lenti riporta queste percentuali sul comportamento degli utenti:

  • il 47% si aspetta che una pagina si carichi in 2 secondi o meno;
  • il 40% abbandona una pagina che carica in più di 3 secondi;
  • il 75% acquista da un concorrente se il primo sito visitato è troppo lento;
  • il 52% considera la velocità importante per decidere se tornare su un sito.

Lo stesso articolo cita casi di grandi siti. Ridurre il caricamento di Shopzilla da 7 a 2 secondi ha aumentato le visualizzazioni di pagina del 25%. Ridurre di 2,2 secondi il caricamento medio della pagina di Firefox ha aumentato i download del browser del 15,4%. Per Amazon, ogni 100 millisecondi di ritardo nel rendering di una pagina causavano una perdita di vendite dell'1%.

Questi numeri indicano la direzione, non la misura. Provengono da siti di commercio elettronico e di software con volumi enormi, non da un sito aziendale che raccoglie richieste di preventivo. Per un'azienda che vende servizi o prodotti tramite contatto diretto, il costo della lentezza va quindi calcolato sui propri dati.

Perché una statistica generica non misura il costo per la Sua azienda

Una statistica generica sull'abbandono non misura il costo per un'azienda specifica, perché il valore di una visita cambia da sito a sito. Chi cerca un fornitore industriale e chi confronta i prezzi di un prodotto online tollerano attese diverse. Hanno anche un valore diverso per l'azienda che li riceve.

Applicare al proprio traffico il 40% di abbandono sopra i 3 secondi porta a stime sbagliate in entrambe le direzioni. Se il sito riceve visitatori molto motivati, la perdita reale può essere minore. Se le pagine lente sono proprio quelle che precedono il modulo, la perdita può essere maggiore.

Per stimare il costo della lentezza contano tre elementi propri dell'azienda:

  • quali pagine portano al modulo di contatto e quanto sono lente;
  • quanti visitatori passano da quelle pagine al modulo e quanti lo inviano;
  • quanto vale in media una richiesta, cioè quante richieste diventano clienti e con quale valore di commessa.

Nessuna fonte esterna conosce questi tre elementi. Chi decide se investire nella velocità del sito dovrebbe raccoglierli prima di guardare qualsiasi media di settore.

I dati di Analytics necessari per calcolare le richieste perse

Per calcolare le richieste perse servono pochi dati di Analytics, letti sulle pagine giuste e non sull'intero sito. Il riferimento è il percorso che un visitatore compie prima di scriverLe. Di solito parte da una pagina di servizio o di prodotto, passa dalla pagina contatti e termina con l'invio del modulo.

Per ciascuna pagina che porta al modulo annoti, sullo stesso periodo, questi dati:

  1. le sessioni che arrivano sulla pagina;
  2. le sessioni che da lì proseguono verso la pagina contatti;
  3. gli invii del modulo che seguono;
  4. la quota di uscite dalla pagina.

Accanto ai dati di Analytics servono due numeri che lo strumento non conosce. Il primo è la percentuale di richieste che diventano clienti, che l'ufficio commerciale può fornire. Il secondo è il valore medio di una commessa. Insieme dicono quanto vale una singola richiesta di contatto.

Scelga un periodo abbastanza lungo da assorbire le variazioni stagionali. Confronti poi pagine simili per contenuto e pubblico. Una pagina di listino e un articolo del blog non sono confrontabili, anche se hanno tempi di caricamento diversi.

Esempio di calcolo delle richieste perse, passo per passo

Il calcolo più semplice delle richieste perse confronta due pagine di servizio simili, una lenta e una veloce, sullo stesso mese. Le cifre che seguono sono di esempio e servono solo a mostrare il metodo. Vanno sostituite con i dati della Sua azienda.

  1. Tasso di invio per pagina. Divida gli invii del modulo per le sessioni. Nell'esempio la pagina lenta ha 20 invii su 1.000 sessioni, cioè il 2%. La pagina veloce ne ha 32 su 1.000, cioè il 3,2%.
  2. Richieste attese. Applichi il tasso della pagina veloce al traffico della pagina lenta. Mille sessioni al 3,2% danno 32 richieste attese.
  3. Richieste perse. Sottragga le richieste reali da quelle attese. Trentadue meno venti fanno 12 richieste perse al mese.
  4. Clienti persi. Se una richiesta su quattro diventa cliente, le 12 richieste corrispondono a 3 clienti in meno al mese.
  5. Valore perso. Moltiplichi i clienti persi per il valore medio di commessa, che qui chiamiamo V. Il costo è 3 V al mese, cioè 36 V in un anno.

Il confronto tra due pagine ha un limite. Due pagine diverse non differiscono solo per la velocità, ma anche per testo, offerta e pubblico. Il risultato è quindi una stima da verificare.

La verifica più affidabile è un confronto prima e dopo. Si corregge la velocità della pagina lenta e si misura di nuovo lo stesso dato, su un periodo equivalente dell'anno.

Le richieste perse si ricavano in cinque passi, e due dati vengono dall'ufficio commerciale. Cosa fare / Dati da usare. 1. Tasso di invio: Divida gli invii del modulo per le sessioni della pagina / Analytics: sessioni e invii per pagina; 2. Richieste
Le richieste perse si ricavano in cinque passi, e due dati vengono dall'ufficio commerciale. Cosa fare / Dati da usare. 1. Tasso di invio: Divida gli invii del modulo per le sessioni della pagina / Analytics: sessioni e invii per pagina; 2. Richieste

Come misurare la velocità delle pagine che portano al modulo

La velocità va misurata sulle pagine che precedono il modulo di contatto e sulla pagina del modulo stesso, non solo sulla home page. È su quelle pagine che il visitatore decide se scrivere o andarsene.

Un modo concreto per vedere dove si perde tempo è il grafico a cascata, detto waterfall. Il waterfall è un diagramma che mostra in ordine ogni risorsa caricata da una pagina, con la durata di ciascuna. Secondo Semrush, lo strumento GTmetrix presenta le risorse caricate da una pagina proprio in questo formato. Leggendolo si capisce se il ritardo nasce dal server, da un'immagine pesante o da un file che arriva tardi.

Le metriche Core Web Vitals, che descrivono come la pagina si carica per chi la visita, vanno lette con lo stesso criterio. Revylio le misura sul sito reale dopo il lancio, non su un template in una demo. Un modello dimostrativo non contiene i testi, le immagini e i collegamenti del sito vero.

La misura della velocità non è un'operazione da fare una volta sola. La guida di Bluehost ai costi di manutenzione di un sito indica, come linea guida generale, il monitoraggio delle prestazioni tra le attività quotidiane, insieme a backup e scansioni di sicurezza. Per un'azienda piccola può bastare una verifica regolare delle pagine del percorso verso il modulo, con i tempi annotati accanto ai dati di Analytics.

Dove si nasconde la lentezza: tabella di controllo dei punti tecnici

La lentezza di un sito aziendale si nasconde di solito in pochi punti tecnici, verificabili uno alla volta. La tabella riassume i punti indicati da Semrush e da Digital Coach, con il modo di riconoscerli e la correzione tipica.

Punto da controllareCome riconoscerloCorrezione tipica
Server e hostingIl waterfall mostra un'attesa lunga prima della prima risorsaPassare a un piano con più risorse
Hosting condivisoIl sito rallenta quando il traffico cresceValutare un hosting VPS o dedicato
CDN assenteI visitatori lontani dal server attendono di piùDistribuire i file statici tramite un CDN
Compressione e scadenza dei fileI file statici vengono scaricati interi a ogni visitaSu server Apache, attivare gzip e l'expire degli headers
Browser cachingLe stesse risorse vengono riscaricate in ogni paginaConservare i file nel browser del visitatore
Molte immagini piccoleDecine di richieste al server per icone e graficheUnirle con i CSS sprites

L'hosting è lo spazio su un server che ospita il sito e lo rende raggiungibile. Secondo la guida di Digital Coach sui costi di un sito, un hosting condiviso costa meno di dieci euro al mese, ma molti clienti usano lo stesso server e le risorse sono molto limitate. Un hosting VPS somiglia a un dedicato con risorse limitate, e costa più del condiviso e meno del dedicato.

Un CDN (content delivery network) riduce la distanza tra i file del sito e chi li richiede. Secondo Semrush, senza un CDN la distanza tra server e utente cresce, la latenza aumenta e i tempi si allungano. Il browser caching conserva sul computer del visitatore una risorsa presente in più pagine. I CSS sprites combinano più immagini in un solo file, scaricato con una sola richiesta.

Le correzioni che contano e quando basta un intervento mirato

Le correzioni che contano sono quelle che riducono il tempo di caricamento sulle pagine del percorso verso il modulo, in ordine di impatto. Adam Johnson di Search Engine Journal, citato da Semrush, indica il server su cui risiedono i domini come uno dei fattori più importanti per la velocità. Conviene quindi partire dall'hosting e solo dopo lavorare su file e immagini.

Un ordine pratico per le correzioni di velocità è il seguente:

  1. verificare che il server abbia risorse adeguate al traffico;
  2. attivare la compressione gzip e la scadenza degli headers per i file statici;
  3. abilitare il browser caching;
  4. aggiungere un CDN se i visitatori si trovano lontano dal server;
  5. ridurre il numero di richieste, ad esempio con i CSS sprites.

Quando noi di Svennis analizziamo un sito lento, misuriamo prima la pagina del modulo e quelle che vi portano, poi confrontiamo il waterfall con le uscite registrate in Analytics. In questo modo interveniamo dove si perdono le richieste, non sulla pagina che sembra più lenta in astratto.

Molti problemi di velocità si risolvono senza rifare il sito. Quando invece la lentezza dipende dalla struttura stessa del sito o da una piattaforma che non permette queste configurazioni, un intervento mirato non basta. La guida su quando conviene il rifacimento del sito web e quando basta un intervento mirato aiuta a scegliere tra le due strade.

Cosa significa la velocità del sito per un'azienda in Italia

Per un'azienda italiana la velocità del sito pesa due volte: sulle richieste dei visitatori e sulla visibilità nei risultati di ricerca. Semrush ricorda che dal 2010 la velocità delle pagine è per Google un segnale di posizionamento. Digital Coach indica Google come il motore di ricerca usato da più del 90% della popolazione web. Una pagina lenta rischia quindi di ricevere meno visite e di convertirne meno.

Il costo della lentezza va espresso in euro, con i numeri del proprio mercato. Digital Coach colloca l'hosting condiviso sotto i dieci euro al mese, mentre un hosting dedicato parte da 250 euro all'anno. Il confronto utile non è tra questi due prezzi. È tra la differenza di costo dell'hosting e il valore delle richieste perse, calcolato comenell'esempio passo per passo con il valore medio di commessa della Sua azienda.

Un intervento sulla velocità è anche un buon momento per controllare altri requisiti del sito, come l'accessibilità. Se l'azienda deve adeguarsi all'European Accessibility Act, può leggere la guida su chi è obbligato dall'EAA e cosa verificare per primo sul sito aziendale. Così può pianificare velocità e accessibilità nello stesso progetto, invece di aprire due cantieri separati.

Prossimi passi per calcolare e ridurre il costo di un sito lento

Il primo passo per ridurre il costo di un sito lento è calcolarlo sui dati della propria azienda. La sequenza è breve:

  1. elencare le pagine che portano al modulo di contatto;
  2. estrarre da Analytics, per ciascuna pagina, sessioni, passaggi alla pagina contatti e invii del modulo;
  3. chiedere all'ufficio commerciale la quota di richieste che diventano clienti e il valore medio di commessa;
  4. leggere il waterfall delle stesse pagine e segnare i punti lenti della tabella di controllo;
  5. ripetere il calcolo dopo ogni correzione, su un periodo equivalente.

Se il calcolo mostra una perdita rilevante e le correzioni tecniche non bastano, il passo successivo è valutare un intervento più ampio. La pagina sul rifacimento e restyling del sito con Revylio descrive le sei fasi del progetto, dall'analisi al lancio. Spiega anche che ogni indirizzo di pagina cambiato riceve un reindirizzamento 301 e che la sitemap viene reinviata al lancio.

Il prezzo di un rifacimento è stabilito per progetto, mai a pacchetto. Dipende dal numero di pagine, dai contenuti esistenti e da cosa va collegato a cosa. Avere già pronto il calcolo delle richieste perse rende quella conversazione più concreta.

Fonti

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